8000 MORTI IN ITALIA PER LE POLVERI SOTTILI
Le polveri sottili nelle città italiane causano 8.000 morti ogni anno. Il dato emerge dallo studio dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) realizzato per conto dell'Apat e presentato a Roma nel seminario di sanità pubblica sull'inquinamento atmosferico, traffico urbano e impatto sulla salute. Lo studio è stato realizzato in 13 grandi città italiane con più di 200mila abitanti.
Le conseguenze sanitarie dello smog. I componenti chimici presenti nell'aria inquinata delle città favorisce l'insorgere delle malattie respiratorie e cardiocircolatorie. Escludendo i decessi per incidente stradale, l'inquinamento urbano arriva a incedere per il 9% sui decessi degli over 30 sotto forma di cancro al polmone (742 ogni anno), infarto (2.562 casi ogni anno) e ictus (329 casi ogni anno). Il danno sociale e umano peggiora ulteriormente prendendo in considerazione anche l'impatto sulla salute dei bambini. La cattiva qualità dell'aria e le
Pm10 provocano l'incremento delle malattie anche nell'età infantile come bronchiti, asma, ricoveri per problemi respiratori o cardiatici. L'incidenza delle polveri sottili oltre i 20 microgrammi per metro cubo è considerato lo spartiacque tra l'emergenza sanitaria e una situazione di normalità. Oltre alle
Pm10 assume un'importanza crescente anche l'inquinamento da ozono. Il recente studio dell'OMS stima un impatto sanitario per 516 casi di morte prematura in Italia ogni anno.
Si può quindi parlare di emergenza sanitaria. Nel 2005 molte città italiane hanno superato il limite dei 50 microgrammi al metrocubo per un periodo superiore ai 35 giorni fissati dalle normative comunitarie e complessivamente con una media annuale superiore ai 40 microgrammi al metro cubo. Il blocco del traffico o le targhe alterne non sembrano ottenere alcun risultato tangibile sulle case dello smog e nemmeno sugli effetti temporanei.
Le cause dello smog. Secondo l'Apat e l'OMS i veicoli a motori rappresentano la principale fonte urbana di inquinamento da
Pm10 . In questa direzione dovrà rivolgersi l'attenzione del governo per risolvere un problema che non può essere considerato comunale o regionale.
In conclusione. Fin quando non saranno prese decisioni serie da parte del governo nazionale per agevolare la mobilità urbana non inquinante (ad esempio automobili a gas, trasporto pubblico, mezzi pubblici a metano ecc.) ottomila persone ogni anno continueranno a morire per lo smog. Un bilancio che può sembrare cinico a dirsi ma questa è la realtà di tutti i giorni, guardare da un'altra parte o far finta di nulla non aiuta certamente a risolvere il problema.
Andrea Minini
Associazione Ecoage
17/06/2006