Allarme fame nel mondo e crescita dei prezzi agroalimentari
Alla crisi energetica e finanziaria del globo si aggiunge inevitabilmente quella della fame. I primi segnali sono già arrivati da qualche anno, sotto gli occhi di tutti, con la crescita dei prezzi dei generi alimentari, ma le vere conseguenze drammatiche sono attualmente visibili soprattutto nei paesi meno sviluppati, dove il rincaro del prezzo sta spingendo alla fame milioni di persone. In particolar modo nei paesi dove il 60% del reddito disponibile è impiegato per il fabbisogno alimentare. Inevitabili anche le proteste violente scoppiate di recente ad Haiti, nel Corno d'Africa e nei paesi subsahariani.
Le cause del rincaro dei prezzi agroalimentari
Tra le cause determinanti del fenomeno si annovera l'ingresso della Cindia (Cina e India) dal lato della domanda energetica e alimentare. Il rincaro del petrolio spinge al rialzo il costo del trasporto e dei fattori produttivi agricoli. In questo contesto appare evidente il bisogno di organizzazione centrale della produzione agricola, anche in virtù del possibile impatto delle agroenergie. Infime, una pessima gestione delle scorte alimentari da parte dei Paesi occidentali ha peggiorato ulteriormente la situazione.
Agroenergia e fame nel mondo
Questo sito non ritiene responsabili le agroenergie dell'attuale problema agroalimentare mondiale, tuttavia occorre prendere atto del dramma umanitario della fame e del rincaro dei prezzi agricoli. In questo contesto il ruolo delle agroenergie e dei biocarburanti deve essere necessariamente ponderato con maggiore attenzione rispetto al passato. Se da un lato è impossibile attribuire a questi ultimi la 'colpa' del rincaro attuale dei prezzi, va anche considerato che l'odierna situazione generale non consente più una visione positiva del futuro.
Principio di precauzione
In questo contesto le agroenergie possono svolgere un ruolo negativo e causare il peggioramento dei prezzi agroalimentari. La progressiva sottrazione dei suoli alla produzione di cibo, spinta dal caro petrolio, rischia di aggravare la scarsità di generi primari per la vita dell'uomo. Sarebbe pertanto razionale riequilibrare la produzione agricola mondiale a favore della domanda alimentare prima di porsi obiettivi agroenergetici. In assenza di un coordinamento centrale della produzione agricola sarà difficile che il mercato prenda la via più sostenibile. E non c'è sostenibilità dove c'è fame.
20080417