Nucleare Iran
La mediazione dell'Unione Europea
La crisi del nucleare civile iraniano non sembra volersi arrestare. Il
processo d'arricchimento dell'uranio, avviato in Iran al fine di ottenere
combustibile destinato alle nuove centrali nucleari, continua a suscitare
preoccupazioni in occidente per il suo potenziale utilizzo a fini bellici.
Le recenti dichiarazioni in Israele di alcuni esponenti politici che
affermano di essere "pronti a tutto" pur di far sospendere il
processo d'arricchimento dell'uranio iraniano hanno trovato la pronta
risposta di Teheran. L'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani ha
dichiarato all'agenzia Irna pochi giorni orsono, il 5 ottobre 2004, la
presenza in Iran di missili Shahab-3 dotati di gittata pari a 2.000 chilometri,
quindi in grado di raggiungere Israele. La rivelazione ha raffreddato
enormemente i duri toni che hanno alimentato per quasi un mese la questione
nucleare iraniana.
"Riteniamo che questi nemici - ha detto ancora Rafsanjani - abbiano
raggiunto la maturita' e non commetteranno l'errore di attaccare l'Iran"
(fonte Ansa 5/10/2004)
La "reazione a catena" diplomatica tra Israele, Usa
e Iran sembra non trovare un punto d'incontro o di mediazione tra il diritto
dell'Iran di possedere la tecnologia nucleare per scopi pacifici e il
diritto dei paesi come Israele di ottenere la non proliferazione nucleare
in Medio Oriente, soprattutto in paesi a forte rischio di terrorismo come
l'Iran.
Non sono mancati i tentativi di mediazione dagli stessi Stati Uniti.
La proposta moderata del candidato democratico alla presidenza Kerry
di rifornire l'Iran di combustibile arricchito direttamente dagli Usa
ha trovato il netto rifiuto di Teheran per ragioni politiche. L'Iran vuole
evitare la dipendenza energetica dagli Usa per quanto concerne un materiale
strategico quale l'uranio.
Il tentativo di mediazione dell'Unione Europea
Negli ultimi giorni anche l'Unione Europea ha compiuto i suoi primi passi
per aprire un negoziato offrendo un pacchetto di facilitazioni economiche
all'Iran in cambio della sospensione del programma di trattamento dell'uranio.
L'iniziativa europea è stata accolta con favore da Teheran ma
solo per il tentativo di aprire un negoziato.
A tal proposito le dichiarazioni del ministro degli esteri, Kamal
Kharrazi, sono chiare:
"L'Iran accoglie con favore l'apertura di negoziati con l'Unione
europea (...) Teheran proseguira' i colloqui per dimostrare alla comunita'
mondiale la natura pacifica del programma nucleare ma non rispondera'
a nessuna ulteriore richiesta, come il blocco del processo di arricchimento"
(fonte Adnkronos)
L'estensione su scala mondiale dell'energia nucleare a fissione sembra
pertanto aumentare le cause di conflitto e di crisi. L'uso del nucleare
civile in qualsiasi paese del mondo espone i governi alla tentazione di
sfruttamento della tecnologia nucleare anche per fini bellici o, nella
peggiore delle ipotesi, per atti di terrorismo. Un trend storico preoccupante
che esporrà sempre più il mondo intero ad un maggiore rischio
di incidenti nucleari le cui conseguenze sono notoriamente transnazionali.
Il processo di arricchimento dell'uranio nella Repubblica islamica dell'Iran
attualmente sembra essere stato sospeso sulla base di un impegno preso
lo scorso anno da Teheran con Francia, Germania e Regno Unito. L'attività
potrebbe però essere ripresa presto. Il Parlamento conservatore
di Teheran, le cui decisioni sono vincolanti per il governo iraniano,
ha già votato per riprendere il processo di arricchimento.
Lo sviluppo su scala dell'energia alternativa potrebbe coniugare il diritto
allo sviluppo con quello alla sicurezza. Malgrado ciò la tentazione
di produrre armi nucleari di dissuasione resta comunque invariata. La
diffusione delle energie alternative renderebbe tuttavia più chiara
e inconfutabile l'intenzione di utilizzare la tecnologia nucleare soprattutto
per fini bellici.
Link correlati:
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La
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La storia
dell'Iran
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