Bush annuncia una conferenza mondiale sul clima
Il Presidente degli Stati Uniti George Bush ha annunciato di voler organizzare entro la fine dell'anno una grande conferenza sull'effetto serra con i 15 paesi più inquinanti del pianeta. In vista del G8 il presidente americano ha così risposto a uno dei principali temi critici in agenda, quello del cambiamento climatico. Nella conferenza organizzata da Bush i paesi dovranno condividere una road map e un obiettivo sulle emissioni nocive nel 2008. Per quanto positiva questa apertura sembra essere più un modo per evitare oggi le critiche al G8 che risolvere il problema domani. L'ennesima conferenza annunciata, peraltro non subito ma a fine anno, non migliora di certo la situazione dell'effetto serra. Se pure fosse fissato un obiettivo per il 2008 i governi non avrebbero nemmeno il tempo per attuarlo con piani industriali e interventi correttivi. L'annunciata conferenza si svolge infatti a pochi giorni dalla fine del 2007. E se pure si trovasse un accordo l'obiettivo sarebbe fissato come minimo per il 2009, con 12 mesi di tempo per organizzare un altro meeting e rimandare ulteriormente il problema alla successiva amministrazione amercana (elezioni presidenziali 2008).
Quando vedremo finire l'epoca delle conferenze sul clima e passare dalle parole ai fatti?
20070601
Nota: in risposta alle vostre email crediamo opportuno aggiungere questa nota in data 4 giugno 2007. Il presente articolo non vuole essere una critica nei confronti del presidente Bush, né tantomeno nei confronti degli USA (a nostro giudizio il miglior posto in cui vivere dopo l'Europa). L'articolo è piuttosto una contributo alla speranza comune che tutti i leader mondiali (Usa, UE, Cina, India, Russia) si siedano intorno a un tavolo e inizino a lavorare "sul serio" per contrastare le cause del cambiamento climatico. Il clima sta cambiando più velocemente delle decisioni governative.
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