Biocarburanti: 20% della domanda mondiale entro il 2030
Nel 2030 la bioenergia coprirà il 20% della domanda mondiale. Raggiungerà il 30-40% nel 2060. Queste sono le previsioni delineati dal presidente della Global Bioenergy Partnership (Gbep) Corrado Clini, nel corso della presentazione del rapporto "A Review of the Current State of Bioenergy Development in G8 +5 Countries" durante il congresso mondiale dell'energia di Roma (fonte Apcom). Questo scenario si contrappone a quello dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (Iea), secondo cui i biocarburanti arriveranno a coprire non più del 7% della domanda mondiale di carburanti nel 2030. Pari a una produzione complessiva di 36 milioni di tonnellate.
Cercate in mezzo e troverete la verità. Le due ipotesi appaiono l'una molto ottimistica, l'altra molto pessimistica. Probabilmente lo scenario più verosimile si colloca all'interno di queste due visioni. A sostegno di uno sviluppo dei biocarburanti la loro competitività dinnanzi a un petrolio sempre più caro. Il bioetanolo da mais è competitivo con un prezzo del barile oltre gli 80 dollari, il bioetanolo da zucchero addirittura con un prezzo oltre i 30 dollari al barile. Uno dei motivi che spinse il Brasile ha optare per il biofuel verde negli anni '80.
D'altro canto, è anche difficile immaginare un mondo in cui il 60% della domanda di carburanti sia soddisfatta dai biocarburanti. Perlomeno con le tecnologie e conoscenze scientifiche attuali. Per quanto critici sulle critiche contemporanee che legano il biofuel alla fame del mondo, non è da escludere che un loro utilizzo di massa impatti sull'agricoltura primaria e il consumo di acqua.
20071115