ECO-COOPERAZIONI ITALIANE SUL CLIMA
L'Italia avvia le eco-cooperazioni sul tema dei cambiamenti climatici,
lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli durante la
Conferenza sul Clima a Buenos Aires. La prima collaborazione è stata sottoscritta
con gli stati caraibici per realizzare a Belize un centro regionale
sui cambiamenti climatici. Avrà il compito di analizzare le condizioni
climatiche nella regione dei Caraibi e prevedere gli eventi climatici
estremi come gli uragani.
"Questa eco-collaborazione - ha detto il ministro dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli - oltre a contribuire
in maniera significativa alla lotta ai cambiamenti climatici a livello
globale, rappresenta un strumento di prevenzione di eventi devastanti
che non di rado affliggono la regione caraibica" (fonte Ministero
dell'Ambiente).
Negli stessi giorni è stata avviata anche l'eco-cooperazione tra Italia,
Brasile e Argentina per la realizzazione di progetti basati sull'uso
delle fonti energetiche rinnovabili nei due paesi sudamericani, sul recupero
dei gas dalle discariche, sulla protezione e coltivazione delle foreste.
La riduzione delle emissioni così ottenuta darà origine a "certificati"
ceduti all'Italia. L'Italian Carbon Fund, istituito dal Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio italiano presso la Banca Mondiale, acquisirà
i certificati a nome dell'Italia. In entrambe le cooperazioni il Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio faciliterà anche la partecipazione
di imprese italiane allo sviluppo dei progetti.
Le due notizie positive non compensano, comunque, la grande delusione
generale per l'esito della Conferenza sul Clima di Buenos Aires. L'Italia
si avvale dello strumento utile per "acquistare" riduzione di
emissioni di CO2 nel mondo ma poco o troppo poco viene fatto per ridurle
in Italia.
Ecoage 22 dicembre 2004
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