Energie rinnovabili, La Cina punta al 20%

Il rapporto del Worldwatch Institute delinea nuovi scenari per la Cina all'insegna dell'energia rinnovabili. La strategia del triplo venti conquista anche l'oriente del mondo, secondo il Worldwatch
entro il 2020 la Cina produrrą il 20% dell'energia elettrica dall'idrico, dall'eolico e dal solare. Negli ultimi anni l'economia cinese č stata definita come la pił inquinante del mondo (al pari degli Usa), spesso al solo fine di contrastare i tentativi internazionali di porre un freno alle emissioni di gas serra (es. Protocollo di Kyoto). L'osservazione ha senz'altro il suo fondo di veritą ma nel prossimo futuro rischia di trasformarsi in un luogo comune. Nel recente rapporto "owering China's Development: The Role of Renewable Energy" il vice presidente cinese illustra il piano di sviluppo delle energie rinnovabili (fonte LaRepubblica 21/11/2007) per arrivare a produrre 400 gigawatt dall'eolico, dal solare, dalle biomasse e dall'idroelettrico. Attualmente la Cina produce circa 135 Gw dalle fonti rinnovabili, pari al 8% della sua produzione energetica e al 17% della produzione elettrica. Gran parte del contributo continuerą ad arrivare dall'idroelettrico, ma anche le energie rinnovabili basate sul vento e sul sole contribuiranno a fare la loro parte. Dietro la svolta 'ecologista' cinese si cela l'ambizione di un paese in grado di conquistare il primo posto mondiale sotto molti fronti: economico, tecnologico, politico. L'industria eolica, fotovoltaica e solare sono mercati con fatturati crescenti che difficilmente l'industria nazionale cinese lascerą in mano ai competitor giapponesi ed europei. Il piano di sviluppo delle energie rinnovabili in Cina, in particolar modo per l'energia dal vento e dal sole, si trasforma in tal modo in un tentativo di far decollare la propria filiera nazionale e nello stesso tempo migliorare l'eco-immagine del paese. Fin quando tutto questo porterą ad aumentare le energie pulite, non possiamo non definirla una buona notizia.
20071130
News segnalata da Vito D'Onofrio