FUSIONE NUCLEARE IN FRANCIA O IN GIAPPONE ?
L'accordo definitivo sulla scelta del luogo in cui costruire la prima
centrale nucleare a fusione della storia sembra essere ancora oggetto
della negoziazione politica tra Russia, Ue e Cina da una parte e Giappone,
Corea e Usa dall'altra
I sei paesi partecipanti al progetto ITER si stanno incontrando in questi
giorni per definire un accordo finale. Nell'ultimo "round" a
Vienna non sono emersi concreti passi in avanti ma non manca l'entusiasmo
e l'interesse da parte di tutti.
Va specificato che la fusione
nucleare non deve essere confusa con le attuali centrali nucleari
basate invece sulla fissione nucleare.
Le tecnologia della fusione permette la produzione di energia elettrica
in modo pulito, senza rischi d'incidente dovuti alla reazione a catena,
senza alcun legame con la produzione di armi atomiche e con una minore
pericolosità delle scorie nucleari. Per completare il quadro positivo
basti ricordare che la materia prima della fusione è tratta semplicemente
dall'acqua. Un quadro che di per sé giustifica l'interesse dei
sei paesi a dare inizio alla costruzione della prima centrale a fusione
della storia.
La scelta della località ha risentito del raffreddamento delle
relazioni tra Parigi e Washington in conseguenza del mancato appoggio
francese alla guerra in Iraq. Gli Stati Uniti propendono per la realizzazione
della prima centrale a fusione ITER in Giappone.
L'Unione Europea resta ferma nella scelta di una località francese,
probabilmente Caradache a nord di Marsiglia. Attualmente la fase negoziale
è in corso e non è possibile fare alcuna previsione sull'accordo
finale. Sicuramente ci si trova dinnanzi ad una tipica convergenza parallela
in cui tutti i paesi partners hanno l'interesse che il progetto parta
al più presto seppure in presenza di diversità politiche
non trascurabili. L'ottimismo e l'entusiasmo per la fusione nucleare dell'ITER
potrebbe far sorvolare sopra le diverse posizioni che tendono comunque
a smorzarsi.
"The EU proposals were not accepted but they weren't rejected
either, which is a good sign in itself" ha dichiarato con ottimismo
il portavoce della Commissione Europea, Fabio Fabbi. (fonte Abc.net)
Va comunque sottolineata una maggiore determinazione da parte dell'Unione
Europea nel portare avanti il progetto ITER indipendentemente dai
partners esterni nell'eventualità in cui i negoziati in corso dovessero
subire un rallentamento. Anche su questo sono abbastanza chiare le dichiarazioni
di Fabio Fabbi:
"Our priority is to get an agreement with the largest number
of participants and if possible with all six partners." (...) "If
there is no agreement, we'll have to think over how we go ahead with a
maximum number of partners who want to participate," (fonte Reuteurs)
La tecnologia della fusione nucleare resterà, comunque, in una
lunga fase sperimentale. La produzione di energia elettrica per uso civile
diventerà una concreta opzione energetica soltanto dal 2030-2050.
A metà del secolo in corso potremo pertanto affermare di essere
giunti ad un'energia nucleare veramente pulita e sicura. Nel frattempo,
non ci resta che investire sulle forme di energia rinnovabili.
Fonte:
AGI
online
Ecoage - 14 novembre 2004
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