IL GOVERNO FA IL PUNTO SUI BIOCARBURANTI
Un'interessante intervista del giornale IlSole24Ore (3 marzo 2006) al ministro delle Politiche agrarie Gianni Alemanno ci permette di fare il punto sulla controversa situazione italiana dei biocarburanti. Nell'intervista il ministro spiega il motivo all'origine della riduzione da 300mila a 200mila tonnellate del contingente defiscalizzato di biodiesel operato dal governo italiano nel 2004. Secondo il ministro, il biodiesel prodotto da olio di palma implica l'importazione di materie agricole dall'estero senza nessun impatto sulla redditività agricola nazionale. La defiscalizzazione del biodiesel rischiava pertanto di trasformarsi in un incentivo all'importazione dall'estero. Alla base di questo si troverebbe il motivo della riduzione del contingente operata nel 2004 dal governo.
La strategia italiana verso i biocarburanti. Rispetto agli altri paesi europei l'Italia opta per una strategia diversa, incentrata soprattutto sull'obbligatorietà dell'utilizzo dei biocarburanti prima che su eventuali interventi di defiscalizzazione. Questi ultimi non sono comunque esclusi dal ministro, si apprende dall'intervista, nel caso il mercato decolli rapidamente. L'obiettivo comune resta quello di creare una filiera agroindustriale italiana in grado di rispondere alla domanda di bioetanolo e biodiesel senza impattare sull'importazione delle materie agricole primarie. Secondo il ministro delle Politiche agrarie la defiscalizzazione sui biocarburanti dovrà aiutare l'agricoltura nazionale senza trasformarsi in un incentivo all'importazione di materie prime agricole dai paesi extra Ue.
Cosa sta facendo l'Italia. E' di questi giorni il decreto legge agricolo, approvato il 1 marzo 2006, che regolamenta il settore e inserisce l'obbligo per i produttori di carburanti operanti in Italia d'introdurre l'1% di biocarburanti. Il decreto prevede il progressivo aumento della percentuale fino a raggiungere nel 2010 il 5% previsto dagli obblighi fissati dalla Ue. Nell'intervista al Sole24Ore il ministro conferma l'interessamento del governo al legame tra settore saccarifero e bioetanolo, sostituto vegetale della benzina molto utilizzato nei paesi del Sud America. Nel piano di ristrutturazione alcuni impianti saranno probabilmente riconvertiti per funzionare anche con il mais, oltre che con la barbabietola, per ridurre il costo di produzione del bioetanolo.
Fonte intervista:
www.ilsole24ore.com
06/03/2006