James Lovelock torna a parlare di nucleare

James Lovelock torna a parlare di nucleare. Secondo l'ecologo di fama internazionale, padre dell'
ipotesi Gaia, è ormai troppo tardi per sperare nelle energie rinnovabili. Se l'uomo l'avesse fatto 200 anni fa, oggi il mondo non verserebbe nello stato critico in cui si trova.
James Lovelock è stato ospite a settembre nella Conferenza sul futuro della scienza, organizzata a Venezia dalla Fondazione Veronesi, dove ha ribadito la propria ricetta per salvare il pianeta, quella che lui stesso chiama "
ritirata sostenibile". Lovelock non vede altre soluzioni percorribili, se non quella di un ritorno dell'energia nucleare. Una opinione scomoda, che l'ha reso inviso a gran parte del mondo ecologista. La sua ipotesi Gaia introdusse la visione teorica della Terra come un unico organismo vivente, in grado di autoregolarsi e rispondere agli shock esterni, contribuendo ad avvalorare la teoria ecologista degli ultimi venti anni. La sua posizione possibilista sul
nucleare, sempre più convinta, l'ha man mano allontanato dall'iniziale favore dell'ambientalismo più tradizionale. Secondo Lovelock, anche se il mondo smettesse immediatamente di bruciare combustibili fossili, ci vorrebbero decenni per ridurre i gas serra in atmosfera e il clima continuerebbe pertanto a peggiorare.
20070922