Le proteste dei cittadini contrari alla costruzione dei termovalorizzatori sono ormai all'ordine del giorno e ci riportano al tema della gestione dei rifiuti. Il termovalorizzatore è di fatto un inceneritore di rifiuti in grado di sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti stessi per generare calore, riscaldare acqua e infine produrre energia elettrica. Anche gli impianti più moderni e tecnologicamente avanzati, tuttavia, non eliminano l'emissione di sostanze tossiche nei fumi di scarico, malgrado le temperatura elevatissive cui i rifiuti vengono sottoposti e i potentissimi filtri dei camini.
Di fatto ciò che viene emesso in atmosfera lo è sotto forma di nano particelle. Su you tube è possibile visualizzare i video del noto scienziato Stefano Montanari, secondo cui i moderni filtri non risolverebbero affatto il problema delle emissioni, siano essi applicati alle autovetture (i FAP) siano essi apposti ad un impianto di termovalorizzazione. Le nanoparticelle sarebbero infatti in grado di penetrare nel tessuto cellulare umano e provocare dapprima infiammazioni localizzate, in seguito possibili degenerazioni dei tessuti. Si pensi inoltre che non esiste una soglia minima di sicurezza per le diossine, nocive a qualsiasi livello di assimilazione (US Environment Protection Agency 1994).
AUTOMOBILI Mobilità sostenibile
Parliamo di diesel ecologici, di automobili ibride,
di automobili a benzina con basse emissioni di
CO2, di GPL. Nell'attesa dell'idrogeno le automobili
ecologiche sono quindi già sui nostri listini.
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