| Oltre 200mila persone
hanno preso parte alla Marcia per la Pace Perugia-Assisi. Un
momento di ritrovo per confermare il rifiuto della guerra ma anche per
ricordare l'attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York. Ricorreva
ieri, 11 settembre, il quarto anniversario dai tragici atti di terrorismo
di New York, da molti considerata una data spartiacque tra due epoche.
La scelta della data ha finalmente dato una risposta chiara a chi accusa
di i movimenti pacifisti di anti-americanismo. Essere contro la guerra
in Iraq e le decisioni prese dall'amministrazione Bush nella politica
estera, non necessariamente implica provare un sentimento di antiamericanismo.
Lo dimostra l'evidenza dei molti americani pacifisti contrari alla presenza
militare in Iraq. Speriamo che la marcia di Assisi abbia contribuito a
far finalmente comprendere la vera natura dei pacifisti e porre fine ad
ogni sorta di strumentalizzazione.
La pace è un valore che ci sentiamo di appoggiare e per cui vale
la pena lottare. Ben diverso è il ricorso alle guerre preventive,
lasciate alla discrezionalità del politico di turno e quasi mai
finalizzate al reale raggiungimento della pace. La globalizzazione rende
il mondo più vicino e l'impegno di tutti dovrà andare nella
direzione della convivenza e del rispetto reciproco. Risolvere i problemi
altrui non soltanto per solidarietà ma anche per evitare che diventino
poi anche i nostri.
Ecoage 15 settembre 2005
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