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OGM, fame nel mondo, brevetti e monopoli

Il brevetto delle specie vegetali esistenti

I contadini indiani hanno accusato una multinazionale di aver "rubato", attraverso il brevetto Ep445929 depositato allo European Patent Office, il frumento Nap Hal con cui da secoli viene prodotto il "Chapati", il loro pane nazionale.

La brevettazione di una specie vegetale non geneticamente modificata può, infatti, aprire la strada ad un fenomeno che negli Stati Uniti è già realtà: le piante normalmente usate in agricoltura possono essere brevettate e gli agricoltori sono così chiamati a pagare royalties alle grandi aziende che hanno provveduto a depositarne il diritto di proprietà intellettuale.

Il primo studio scientifico sulle particolarità del Nap Hal viene pubblicato nel 1998: questo frumento di colore giallo intenso è privo di alcune sequenze genomiche che ne determinano un'eccezionale capacità nei processi di panificazione. Secondo l'associazione degli agricoltori indiani, si tratta di un processo naturale, frutto della tradizionale selezione effettuata dagli agricoltori che poco per volta hanno individuato le sementi più idonee per ottenere una farina che permette di produrre un pane molto croccante.

La multinazionale ribatte che il proprio frumento non ha nulla a che fare con il frumento Nap Hal, ma secondo il Centro di Ricerche Indiano di New Delhi, le caratteristiche descritte nel brevetto sono invece esattamente quelle che hanno fatto la fortuna del Nap Hal presso i contadini asiatici.

La scienziata e premio Nobel Vandana Shiva scrive:

"I brevetti si possono considerare sotto vari aspetti una replica della colonizzazione che ebbe luogo 500 anni fa. È interessante notare che anche a quel tempo, quando Colombo e altri avventurieri come lui salparono, portarono con sé dei documenti che venivano chiamati brevetti e che davano loro il potere di rivendicare la proprietà dei territori che scoprivano in qualunque parte del mondo che non fossero già sotto il dominio di governanti cristiani bianchi. Gli odierni brevetti sulla vita sembrano essere documenti dello stesso genere. Sono pezzi di carta emessi dagli uffici brevettuali che, in sostanza, dicono alle corporations che se ci sono conoscenze, materiale vivente, organismi vegetali, sementi, medicine ancora sconosciute ai bianchi, esse possono appropriarsene in via esclusiva e trarne il relativo profitto." (fonte Feltrinelli - Cunegonda.info)

Non è nemmeno credibile un eventuale potenziamento della ricerca finanziata dai governi. Non dobbiamo dimenticarci che attualmente tutto ciò che è pubblico viene smantellato: la sanità, l'istruzione, la previdenza ecc.. Il fine principale di quasi tutti i governi è quello di ridurre le tasse o almeno così promettono. In questa situazione il potenziamento della ricerca pubblica e la conseguente introduzione di OGM con finalità vantaggiose per la comunità mondiale sembra alquanto improponibile. È forte il sospetto che l'argomento fame nel mondo sia usato solamente per diffondere gli OGM soprattutto nei paesi sviluppati e per permettere l'imposizione di brevetti al fine di creare monopoli nella produzione alimentare.

Un altro argomento poco convincente è il tentativo di dimostrare che gli organismi geneticamente modificati sono equivalenti agli altri organismi. Si arriva a sostenere che sono geneticamente modificate anche le colture ottenute da selezione genetica tradizionale. Si introduce anche l'esempio delle chimere d'innesto per dare maggior forza a questa affermazione.

Non è credibile che gli OGM e gli altri organismi siano equivalenti. Generalmente lo scambio di DNA tra due esseri viventi avviene tra l'entità maschile e quella femminile della stessa specie per dare vita alla prole, cioè l'unica possibilità che la Natura dà alle specie più evolute per ricombinare i geni avviene attraverso la riproduzione.

Normale può essere l'unione dei geni tra un uomo e una donna, così come avviene per gli individui maschi e femmine delle specie animali e vegetali, ma non si può ritenere equivalente l'unione dei geni tra un uomo e un maiale. Quanto affermato può sembrare inverosimile ma è ciò che può essere messo in atto con l'ingegneria genetica. È una notizia che è possibile leggere sul sito del quotidiano la Repubblica.

Nelle specie coltivate, con le tecniche di ingegneria genetica, è possibile il trasferimento dei geni tra animali e batteri ed è veramente difficile paragonare gli organismi ottenuti in questo modo agli organismi derivati dalla selezione tradizionale.

Anche nel caso delle chimere d'innesto, gli organismi che si originano da questo fenomeno non possono essere paragonati agli OGM in quanto il DNA è scambiato tra specie vegetali botanicamente vicine, tanto vicine da permettere l'affinità d'innesto che non ci sarebbe nel caso fossero geneticamente lontane.
Si ipotizza che gli OGM possano ridurre l'impiego di fitofarmaci, ma è un fatto che la maggior parte della ricerca sviluppata dalle aziende dell'ingegneria genetica si è fino ad ora focalizzata sull'ottenimento di piante resistenti agli erbicidi prodotti dalle stesse industrie.

C'è chi ritiene che questa sia una risposta dei giganti dell'industria chimica, riconvertiti nel settore dell'agro-biotecnologia, alla sempre maggiore propensione della pubblica opinione a favore di alimenti prodotti da agricoltura biologica e integrata. Per quanto riguarda il rischio che possono causare gli OGM, il pericolo maggiore, in fondo, non è tanto l'eventuale danno che questi alimenti possono provocare alla salute dei consumatori, purtroppo si accettano le morti per incidenti stradali, fumo, alcool.. ecc, ma piuttosto la creazione di un monopolio nella produzione degli alimenti. Monopolio che i brevetti sugli esseri viventi potranno rendere attuabile.

È sorprendente ciò che è accaduto all'agricoltore canadese Percy Schmeiser che racconta su un sito web la sua storia che può essere riassunta così: L'agricoltore Percy Schmeiser è stato citato in giudizio perchè avrebbe infranto il diritto di brevetto, coltivando colza Roundup Ready senza licenza. In realtà l'anziano agricoltore canadese (ha 73 anni) ha subito la contaminazione della sua colza da parte di materiale genetico proveniente da colza Roundup Ready. Percy Schmeiser dice di aver semplicemente seminato il suo campo con il seme messo da parte l'anno precedente, come aveva sempre fatto. Comunque aveva notato molti residui colturali di colza RR che stavano crescendo adiacenti a un campo vicino, piantato a colza RR, pensa quindi che il suo campo sia stato contaminato.

La questione finisce in tribunale Il 29 marzo 2001, la decisione del giudice W. Andrew MacKay ha prodotto ondate di terrore nella comunità agricola e ha lasciato Percy Schmeiser con un conto da pagare di $ 600.000. La decisione del giudice è stata che "la provenienza della colza resistente a Roundup...veramente non è importante per quanto riguarda l'aspetto dell'infrazione"

Ciò significa che se il seme GM ha contaminato la sua terra, anche se non per colpa sua, Percy deve pagare la multinazionale per la presenza del seme e di fatto per l'intera coltivazione.

Visto l'impossibilità di impedire la diffusione del polline è alquanto improbabile la coesistenza di colture OGM e colture tradizionali e biologiche.

Sarebbe importante poter verificare l'impatto che ha avuto l'introduzione degli OGM sugli agricoltori nei paesi dove queste colture sono diffuse da anni e se i decantati vantaggi si siano veramente realizzati, prima di pensare di introdurre questa tecnologia anche in Europa o altrove.

Inoltre, bisognerebbe valutare attentamente le conseguenze sull'economia mondiale della possibilità di imporre brevetti sugli organismi viventi, senza dimenticarci di verificare anche le conseguenze sulla salute dei consumatori.

Fonti:
Ministero della Salute
Consumatori.it
Regione Piemonte

di Vito D'onofrio - 29 ottobre 2004

 

 

 




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