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I fautori della diffusione di questa tecnologia usano spesso l'argomento
fame nel mondo per rendere accettabile gli OGM agli occhi dell'opinione
pubblica che, invece, è tendenzialmente contraria. In particolare,
sostengono che questa sia la soluzione per gli inevitabili incrementi
di popolazione mondiale.
La Pontificia Accademia delle Scienze, per esempio, ha manifestato un'apertura
nei confronti degli OGM ( vedi approfondimento)
C'è da chiedersi, però, se la sola possibilità di
aumentare le produzioni di cibo sia sufficiente per sostenere non solo
l'attuale popolazione mondiale, ma anche gli ulteriori e rilevanti incrementi
degli abitanti della Terra. Ci sarebbero comunque altri problemi da risolvere,
come la mancanza di energia e di acqua potabile, l'inquinamento, la non
equa distribuzione delle risorse ecc..
Attualmente il problema maggiore è proprio l'ingiusta distribuzione
delle risorse e non tanto la scarsa capacità di produrre alimenti.
Nei paesi cosiddetti sviluppati si muore per troppo cibo e quindi più
che alla quantità bisognerebbe puntare alla qualità degli
alimenti. I motivi che rendono molti paesi sottosviluppati e tormentati
dalla fame sono le dittature, le guerre, la sottrazione delle risorse
disponibili da parte dei paesi egemoni ecc..
La causa principale della fame, infatti, risiede in problemi
di natura sociale e politica e puri strumenti tecnologici come gli ogm
non rappresentano una soluzione, essendo l'ingegneria genetica troppo
costosa per piccoli contadini del sud del mondo, spingendoli coś fuori
mercato e concentrando gli introiti nelle mani di poche aziende.
Non è credibile, inoltre, sostenere che sia possibile risolvere
il problema della fame nel mondo permettendo a pochi di mettere le mani
sulle risorse genetiche mondiali attraverso i brevetti sugli esseri viventi.
Per fare accettare all'opinione pubblica l'introduzione degli OGM, e soprattutto
la conseguente imposizione di brevetti, si insiste nel proporre questa
tecnologia come possibile soluzione ai problemi di alimentazione nei paesi
poveri, anche se con pochi ragionamenti è facile mettere in dubbio
questa certezza che alcuni hanno.
Fonti:
Ministero
della Salute
Consumatori.it
Regione
Piemonte
di Vito D'onofrio - 29 ottobre 2004
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