Petrolio a 135 dollari
Il petrolio oltrepassa la quota di 135 dollari e il mondo entra in crisi economica. Il Fondo Monetario Internazionale ha rilanciato l'eco di allarme per la crescita economica mondiale in un recente incontro con i giornalisti. E' soltanto l'ultimo di una lunga serie di moniti rimasti inascoltati. Il rincaro dei prezzi del greggio assume carattere permanente e la vera crisi è ancora prossima ad arrivare. Non lo dicono più soltanto le 'cassandre' ecologiste ma anche gli outlook e le analisi di previsione economica.
Ipotesi di sovrastima della riserve petrolifere
Secondo Charles T. Maxwell, analista della società americana Weeden & Co, la vera crisi dei prezzi inizierà tra il 2010 e il 2015, quando il prezzo dell'oro nero giungerà all'astronomica quota dei 300 dollari (fonte Energystocks.com). Impensabile solo tre o quattro anni fa. A rendere questa previsione ancor più credibile e realistica, contribuiscono anche i dubbi che le attuali stime sulle riserve petrolifere mondiali siano state sopravvalutate dalle compagnie petrolifere e dai governi.
Scenari catastrofici tra il 2010 e il 2015
Il continuo rincaro del petrolio comporterà una serie di conseguenze sui prezzi dei generi alimentari e dei trasporti. A rischio l'industria automobilistica mondiale, colpevole di non aver investito sufficientemente nell'innovazione tecnologica dell'idrogeno. Fare benzina sarà sempre più difficile e costoso. Saranno sempre meno le persone disposte a cambiare la propria vecchia automobile per una nuova. Considerando l'importanza del comparto industruale sarà inevitabile pertanto la recessione e una conseguente preferenza per la liquidità da parte dei consumatori.
Rincaro dei prezzi agroalimentari
Ma questo è soltanto un aspetto minore del problema. Il costo del trasporto spingerà al rialzo i prezzi agroalimentari negli scambi internazionali, mettendo a rischio la stessa globalizzazione. Nello stesso tempo sarà sempre più caro e complesso assicurare l'energia per tutti, spianando la strada alla razionalizzazione dei consumi per ragion di Stato.
Ragion di Stato e future nazionalizzazioni
Un quadro apocalittico ma realistico che anticipa una probabile ritorno alla nazionalizzazione dell'intero comparto petrolifero/energetico e una dura e radicale stretta ai consumi nel mondo occidentale.
20080522