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Rapporto sui limiti dello sviluppo del Club di Roma

Nel 1972 uno studio del MIT commissionato dal Club di Roma accese l'attenzione sulla scarsità del petrolio e sul limite dello sviluppo. Il rapporto "Limits to Growth" sui limiti dello sviluppo dimostrava scientificamente al mondo l'esistenza del limite dovuto alla presenza di riserve petrolifere in quantità fissa e non incrementabile. Il "rapporto sui limiti" fu pubblicato nel periodo in cui scoppiava la prima grande crisi mondiale del petrolio, si accentuarono pertanto i toni e le paure del futuro energetico.

L'energia divenne il principale problema nazionale di ogni stato nel mondo, un problema che coinvolse cittadini, imprese e governi allo stesso modo. Chi ha più di 30 anni si ricorderà sicuramente delle domeniche a piedi negli anni '70.

Le previsioni catastrofiche del Club di Roma però non si avverarono, il rapporto prevedeva l'esaurimento di gran parte delle riserve di petrolio entro il 2000 trascurando di computare l'ipotesi di nuove scoperte. La crescita del prezzo del petrolio negli anni '70 spinse i governi e le imprese a investire su riserve marginali o non convenzionali, i cui costi di estrazione erano elevati rispetto alle tradizionali riserve di petrolio. Nello stesso tempo si diffuse l'interesse verso le fonti energetiche rinnovabili e verso l'energia nucleare.

Oggi gli analisti attendono il famoso "picco di produzione", il momento di massima produzione di petrolio oltrepassato il quale l'offerta petrolifera tenderà gradualmente a diminuire e il prezzo ad aumentare.

Sbagliati o meno i calcoli nel rapporto del 1972, lo studio ha il merito di aver introdotto il concetto di "limite" nello sviluppo economico e l'uso delle fonti energetiche alternative a quelle fossili. Un processo tuttora in corso, momentaneamente sopito negli ultimi 15 anni a causa di una prolungata fase di bassi prezzi petroliferi (anni '90). Prima o poi, comunque, il petrolio si esaurirà e la società dell'uomo dovrà arrivare a quel momento con una valida fonte di energia sostituta.

Il rapporto sui limiti dello sviluppo fu pubblicato nel 1972 con la firma di Donella Meadows. L'intero rapporto è basato sulla simulazione al computer World3 delle conseguenze all'ecosistema di una crescita senza limiti della popolazione. L'accento era posto sui grandi tassi di crescita demografici rilevati nel corso del novecento ed alla tendenza Malthusiana di scontrarsi con i limiti delle risorse naturali. Il raggiungimento del limite avrebbe causato un conseguente e inevitabile declino della popolazione e della produzione. Soltanto lo sviluppo sostenibile e rispettoso dei limiti avrebbe potuto garantire una crescita costante senza rischi di esaurimento delle risorse.

Anche se quel rapporto era sbagliato nei tempi delle previsioni, a distanza di 32 anni non possiamo fare a meno di ricordare la sua grandezza teorica e concettuale.

 

 

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