PROTESTA DI SCANZANO IL QUARTO GIORNO
Il quarto giorno. Non cessarono le manifestazioni di protesta. Col passare dei giorni i cortei diventavano sempre più lunghi e non era più soltanto la popolazione di Scanzano a scendere in piazza. I presidi "temporanei" della statale Jonica 106 divennero permanenti da Metaponto alla Sinnica, sul posto cominciarono ad arrivare i primi trattori.
Arrivarono le prime disdette per gli ordini dei prodotti agricoli locali. E' un fatto molto importante per comprendere la protesta di Scanzano. Di fatto, la notizia del decreto "scorie" non aveva soltanto gettato nel panico la comunità locale ma anche il resto d'Italia che preferiva disdire gli ordini di frutta e verdura del posto o le prenotazioni delle vacanze (Reuters 16/11/2003). Le scorie nucleari non erano ancora arrivate ma gli effetti "sociali" ed "economici" cominciavano già a farsi vedere con evidenza.
Il campo di terzo cavone era presidiato giorno e notte e l'intera popolazione provinciale si schierò a sua difesa. Il presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico, decise di spostare temporaneamente il centro politico regionale a Scanzano Jonico. Tutte le attività nel comprensorio di Scanzano furono sospese per protesta in modo permanente. Anche nelle parrocchie si potevano ascoltare omelie contro il decreto e il richiamo alla solidarietà e all'unione tra cittadini.
La prima trasmissione TV sul caso Scanzano. Nel programma serale di Rai 3 "Che Tempo che fa" di Fabio Fazio venne trasmesso un collegamento diretto con Scanzano-Terzo Cavone. Parteciparono il gen. Carlo Jean, dallo studio, e dal posto il sindaco di Scanzano Mario Altieri accompagnato da un delegato dai cittadini, Pasquale Stigliani. Il clima era già teso e la discussione non aggiunse altro né tantomeno avvicinò le posizioni. I cittadini di Scanzano non volevano le scorie ed il generale Jean non poteva fare altro che prenderne atto, rimandando la decisione al governo. In base alle documentazioni tecniche Scanzano restava, secondo il gen. Jean, la soluzione migliore per le scorie (Ansa 16/11/2003).
Poche ore prima, circa alle 13:00, era andato online il nostro sito
www.noalnucleareinbasilicata.com (da cui deriva Ecoage). Nei giorni successivi il sito web si sarebbe distinto, insieme al sito web della Regione, nella diffusione delle informazioni sulla protesta. In poche ore si diffuse in modo virale. Alle 18:00 avevamo inviato soltanto 30 email ad altri siti web lucani chiedendo loro di pubblicare dei banner della protesta. Le adesioni arrivoarono immediatamente ed il passaparola fece il resto del lavoro. In serata, dopo dieci ore dalla messa online, il sito
www.noalnucleareinbasilicata.com aveva già ricevuto mille visitatori. Nei giorni seguenti avrebbe avuto una media di 20mila visitatori unici al giorno.
In attesa del lunedì. La domenica si concluse e gli occhi rimasero puntati su Roma e sulle decisioni del governo. Le strade e le miniere di salgemma rimasero presidiate anche di notte.
A cura di Andrea Minini
ex coordinatore NNIB
12/11/2005