V2-Day il 25 aprile per difendere la libertà di opinione su Internet
Il 25 aprile 2008 torna il V-Day, la manifestazione organizzata da Beppe Grillo e dalle migliaia di cittadini che seguono e partecipano alle iniziative promosse dall'ex comico . Già ex-comico, del resto come chiamareste una tra le poche persone ad aver previsto il crack Parmalat e per questo divenuta una fonte italiana alla borsa di Wall Street? Come spesso accade in Italia, quando nel nostro Paese si è disprezzati all'estero si è apprezzati. Stranezze italiche che conoscono bene anche i ricercatori scientifici.
Perché un secondo V-DAY. Come abbiamo già fatto a settembre diamo anche oggi visibilità a questa meritevole iniziativa. Nel V-Day II del 25 aprile si raccoglieranno le firme per una libera informazione su Internet e per impedire la chiusura dei siti web e dei blog. Paradossalmente in Italia si è creata una sorta di organizzazione liberticida, trasversale tra i politici anche se tendenzialmente più corposa a sinistra, contraria alla libertà di espressione. Sei giornalista? Puoi parlare. Non sei giornalista? Guai ad aprire un sito web, un blog e dire la tua. Non si tratta di rispettare le leggi. Quelle valgono comunque. Se si commette un reato sul web esistono già norme civili e penali per punire chi le infrange. Le Leggi come la Prodi-Levi e precedentemente quella Urbani danno l'idea di mirare, volutamente o meno, a imbavagliare la Rete. Un tormentone iniziato nel marzo del 2001, quando il Parlamento uscente (di sinistra) approvò nell'ultimo mese della legislatura la riforma dell'editoria in cui si complicava enormemente la vita a chi gestiva un sito web. Una legge molto probabilmente voluta dagli stessi giornalisti per difendere la propria corporazione. A quel tempo ci fu una grande mobilitazione organizzata da www.punto-informatico.it ma non bastò a frenare la volontà del Legislatore.
Dalla parte della libertà. Per questa ragione oggi questo sito web appoggia Beppe Grillo e il V2. Per questa ragione siamo stati confortati dal vedere cadere il governo Prodi (vedi articolo del 26 ottobre 2007 sulla Levi Prodi) e persino gioito al ritorno di Berlusconi. Noi che avevamo protestato contro la guerra in Iraq e persino fatto propaganda contro di lui alle elezioni politiche del 2006... Adesso speriamo vivamente che il "Popolo delle Libertà" rispetti una della parole che lo compone. La libertà di parola non si tocca. Del PD sinceramente non ci fidiamo più, quindi non rivolgiamo nessun appello a questa parte politica che in un momento di grave crisi economica e politica del Paese si è ostinata a portare avanti una inutile legge bavaglio del web di stampo statalista camuffata da riforma dell'editoria.
L'informazione nasce libera. Deve restare tale. Se non vogliamo ritrovarci un Paese sempre più simile alla Cina e sempre più lontano dalla Francia è necessario far sentire la propria voce a chi oggi vorrebbe che soltanto gli organi di partito e i giornali allineati possano fare informazione. In una Italia in cui i precari sono laureati, tutti possono e devono poter fare informazione, con o senza tesserino da giornalista. Tutti uguali sul web.
Il 25 aprile 2008 firmate contro la censura del web e per il diritto alla libera informazione da parte di ogni cittadino
http://www2.beppegrillo.it/v2day/raccolta_firme.php
Per trovare il banchetto delle firme più vicino abbiamo copiato la lista dei banchi, dei luoghi in cui firmare sparsi in tutta Italia
http://www.ecoage.it/banchi-v2-day.htm
Oppure consultare Google Maps
http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/
Associazione Ecoage
20080422